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Sacco e Vanzetti
Bartolomeo Vanzetti e Nicola Sacco
  Sono ormai trascorsi più di ottanta anni da quel 23 agosto 1927 quando vennero uccisi sulla sedia elettrica Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.
Erano stati fermati dalla polizia il 5 maggio 1920 e arrestati, non perché fossero in possesso di pistole [la Costituzione degli Stati Uniti garantisce il molto democratico “diritto” di ogni buon cittadino americano a possedere – e usare – le armi], ma perché erano in possesso di volantini anarchici.
Sono gli anni, dopo la I Guerra Mondiale e la vittoria della Rivoluzione Bolscevica, in cui il Presidente W.Wilson, che si era fatto paladino del cosiddetto “capitalismo cristiano” e promotore della ambigua Societá delle Nazioni, scatenò la prima vasta ondata di repressioni contro la “sovversione”.
Sacco e Vanzetti apparivano come due ideali rappresentanti di questo pericolo sovversivo: erano immigrati, erano Italiani, erano Anarchici.
Il possesso di volantini non era però un sufficiente capo di imputazione. Tre giorni dopo l'arresto vennero accusati di aver partecipato a una rapina, avvenuta alcune settimane prima del loro arresto e nel corso della quale due uomini erano stati uccisi.
Dopo tre processi, non ostante uno dei veri partecipanti alla rapina, reo confesso, li avesse scagionati, furono condannati a morte. Ogni domanda di grazia venne respinta.
Cinquanta anni più tardi, il Governatore del Massachusetts M. Dukakis, ha ufficialmente riconosciuto gli “errori” del processo e li ha riabilitati.
Bartolomeo Vanzetti al momento della condanna a morte dichiarò: “Mai, vivendo l'intera nostra vita, avremmo potuto sperare di fare così tanto per la causa della tolleranza, della giustizia e della reciproca comprensione fra gli esseri umani.”
Purtroppo, anche quell'ultima quella speranza di Bartolomeo Vanzetti è andata delusa. Molti, in quegli anni, si indignarono e protestarono. Moltissimi di noi si sono commossi per il film con Volontè e Cucciolla e per la ballata cantata da Joan Baez. Molti altri Sacco e Vanzetti, nella indifferenza generale, sono però ancora stati uccisi, non per gli ipotetici reati loro ascritti ma per il loro essere dei “forestieri” che predicano idee sovversive.
La xenofobia, l' odio razziale, l'intolleranza e la “cultura” del sospetto continuano a fare vittime. Non è necessario essere diversi, basta apparirlo: come è accaduto nel 2007 a quel Brasiliano, nella metropolitana di Londra, freddato con un colpo alla testa perché il colore della sua pelle lo rendeva sospetto.
Cerchiamo di non dimenticare Sacco e Vanzetti perché il cancro intellettuale che li uccise, con volti diversi e con diverse giustificazioni, continua a uccidere.
Claudio Bussolino.
Phnom Penh. 10125. Phnom Penmh. Kingdom of Cambodia. Cambodia
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