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Il crimine dilaga ?
Il 21 gennaio 2010 il quotidiano in lingua francese Cambodge Soir è uscito con un allarmante titolo che suonava: “Phnom Penh: delitti in aumento di circa il 50%”. Il titolo era assai allarmante ma leggendo i dati riportati nell'articolo ci si poteva rendere conto che la criminalità in Phnom Penh si mantiene entro limiti che forse renderebbero felici i questori di molti nostri capoluoghi di provincia. Secondo i dati resi pubblici dal Commissariato della polizia municipale di Phnom Penh, durante tutto l'anno 2009 si sono registrati 393 procedimenti penali contro i 351 del 2008, con un aumento del 11%. Fra questi si registrano 128 crimini gravi come lesioni, rapine, atti di violenza e 33 omicidi. Si sono moltiplicate anche le denunce per furto che sono passate dalle 73 del 2008 alle 138 del 2009, cioè poco più di una ogni tre giorni. Sono però diminuite le “bande armate” che da 128 del 2008 sono scese a 95 nel 2009. “Inquietante”, secondo quanto scrive il giornalista, è l’arsenale sequestrato ai giovani delinquenti: 23 sciabole, 14 coltelli e due pistole di plastica.
Sono dati su cui riflettere tenendo conto che Phnom Penh ha una popolazione di circa 1.400.000 persone e sarebbe interessante confrontare questi dati con quelli di una città italiana di analoghe dimensioni, senza dimenticare il fatto che, escluse poche pattuglie motociclistiche di pronto intervento e rari poliziotti di sorveglianza di banchi di cambisti e orefici nei principali mercati, la polizia cambogiana è sempre disarmata. Anche negli aeroporti i poliziotti e i gendarmi, che corrispondono ai nostri carabinieri, non portano neppure sfollagente o manette ma hanno semplicemente una radio portatile alla cintura.  

 

Claudio Bussolino.
Phnom Penh. 10125. Phnom Penmh. Kingdom of Cambodia. Cambodia
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