Norberto Bobbio “sconcertato e sconfortato”
In un’intervista apparsa su “La Stampa” del 23 aprile 2000, Norberto Bobbio si diceva “sconcertato e sconfortato” per quello che stava accadendo in quegli anni in Italia e quando gli venne chiesto se gli intelletuali – come lui – potevano avere ancora un ruolo nell’orientare i destini della politica, con profonda amarezza rispose: “Spesso ho l’impressione che in questo universo globalizzato noi continuiamo a discutere di idee, mentre ormai ciò che conta sono i grandi interessi economici e finanziari che scavalcano la politica e gli importa poco della cultura. E poi, che cosa ne so io, vecchio e malandato, di come i potentati economici e finanziari muovono il mondo ? Varranno ancora le regole dello Stato democratico e di diritto che finora è stato il nostro modello ideale ? Sopravviverà la distinzione fra ciò che è lecito da ciò che è illecito ?”
Norberto Bobbio morì qualche anno dopo, il 9 gennaio 2004, ed anche se impotente dovette assistere al progressivo imbarbarimento della vita politica italiana perlomeno ebbe la fortuna di non dovere essere testimone anche del totale sgretolamento dello “Stato democratico e di diritto”. Non esiste ormai più alcuna distinzione tra ciò che è lecito da ciò che è illecito perché tutto ciò che è illecito e dovrebbe essere penalmente perseguito diventa lecito se viene compiuto da chi possiede i mezzi per controllare l’informazione e può quindi manipolare la verità per farlo apparire legittimo. Per giustificare le proprie malefatte non si esita neppure a "riscrivere" la Storia recente. Si è giunti al punto di trasformare in “vittima” un leader politico ed ex-capo del governo condannato per corruzione, truffa e peculato con sentenze “passate in giudicato”, celebrandone addirittura la memoria al Senato mentre tre ministri in carica si sono recati all’estero per commemorarlo nel luogo in cui era scappato per sfuggire alla condanna che i Tribunali gli avevano inflitto “nel nome del popolo italiano”.