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Vicende di un fuoriuscito
Credo che le vicende della mia vita non siano di alcun interesse se non per me che le ho vissute partendo dall'alta Val di Susa dove sono nato, passando per Torino dove ho vissuto circa 40 anni e finendo poi in Cambogia dove uso come ferma libri un'urna in bronzo dentro la quale, prima o poi, qualcuno metterà le ceneri che resteranno di me. L'unico, e poco ingombrante, bagaglio che ho sempre portato con me è stato il modesto sapere raggiunto con una tesi di laurea sulla metodologia della ricerca storica all'Università di Torino, avendo come indimenticabile Maestro quello stupendo esempio di sapere e virtù civiche che fu per tutti Alessandro Galante Garrone. Nel 1980 per strani eventi del caso mi sono recato per la prima volta in Viet Nam e nel 1982 sono stato la guida del primo gruppo di turisti europei che visitava il paese da..... quando iniziò la II Guerra Mondiale. Sono poi stato in Laos, quando il paese era ancora meta ignota al turismo e sono andato nella Cambogia che viveva i duri momenti della guerra civile. Nel 1986 ho accompagnato a Angkor il primo gruppo di viaggiatori italiani. Molti altri hanno fatto seguito. Dal 1995 abito a Phnom Penh dove vivo facendo la guida per ASCO. Per la Casa Editrice POLARIS ho scritto la guida del Viet Nam, quella della Cambogia, quella di Angkor, quella del Laos e sono coautore di quella di Myanmar. Ho aperto questo sito per mettere a disposizione di chiunque voglia farne uso le poche conoscenze che ho immagazzinato in questi anni di lavoro e di studio. Ammoniva Confucio: "ciò che si sa, sapere che lo si sa; ciò che non si sa, sapere che non lo si sa: questo è sapere...". Io so molto poco ma se qualcuno desidera conoscere qualcosa di questo poco io sono felice di metterlo a disposizione. Questo sito è in perenne costruzione: passo dopo passo cercherò di arricchire le varie sezioni e sarei lieto se qualcuno volesse anche segnalarmi qualche argomento che può essere interessante approfondire.


Quasi 500 anni orsono i primi viaggiatori venuti dall’Occidente cominciarono a percorrere le terre d’Indocina. Erano mercanti, guerrieri, missionari e avventurieri che scoprirono in queste lontane contrade dei costumi e delle abitudini di vita a loro sconosciute e si arrestarono stupefatti davanti alle meraviglie di antiche civiltà di cui non avevano mai sentito parlare. Scrissero memoriali e resoconti di viaggio in cui hanno tramandato la memoria di quanto apparve davanti ai loro occhi. E’ suggestivo scorrere quelle pagine e leggervi la meraviglia suscitata dai grandi templi sommersi dalla vegetazione tropicale, dagli immensi fiumi dalle acque cariche di limo, dai vocianti mercati saturi dal profumo delle spezie, da innumerevoli gong risuonanti nelle policrome pagode, dai volti di rudi montanari dai costumi sgargianti, da silenziosi monaci avvolti in tuniche color ocra, da ricchi monili in argento e splendenti pietre preziose, da stupende dame drappeggiate nella seta, da altari coperti di idoli dalle fattezze arcane, da infinite distese di verdi risaie, da immense bianche spiagge silicee ombreggiate dalle palme, da surreali picchi rocciosi coperti di vegetazione. Questa era la terra di Indocina che apparve agli occhi attoniti di quei primi viaggiatori. Questa è la stessa Indocina che appare agli occhi del viaggiatore del nostro tempo.
ed ho poi proseguito con Angkor, Cambogia, Myanmar e infine Laos.