Henri Mouhot scrittore per caso
Nato nel 1826 a Montbéliard, nel dipartimento alpino di Doubs-Besançon, vi fece i suoi studi fino alla licenza liceale poi, all'età di 18 anni, partì per la Russia dove già erano emigrati numerosi suoi concittadini. Visse dieci anni guadagnandosi la vita con l'insegnamento del francese il che gli concedeva tempo per numerosi viaggi all'interno dell'immenso paese mentre proseguiva i suoi studi nelle scienze naturali e si dedicava con passione alle prime esperienze di fotografia le cui tecniche erano state da poco perfezionate da Louis Daguerre. Lo scoppio della guerra in Crimea, che vedeva la Francia combattere contro l'Impero zarista, lo costrinse a lasciare la Russia nel 1854. Tornato a Parigi, si immerse nel lavoro di fotografo e in compagnia del fratello Charles per circa un anno viaggiò in Italia, Germania, Belgio, Olanda, facendo dei reportage fotografici che culminarono in una esposizione che si tenne prima a L'Aia poi a Londra, dove Henri Mouhot decise di stabilirsi per approfondire i suoi studi naturalistici. Conobbe Ann Park, nipote di Mungo Park esploratore scozzese morto in Africa nel 1806, e si sposarono nel 1856 mettendo casa nell'isola di Jersey. Parrebbe che sia stata la lettura del libro “The Kingdom and People of Siam” di Sir James Bowring a indurlo a progettare, nel 1857, un viaggio nei paesi di Indocina per una indagine botanica e zoologica dell'ambiente. Il suo progetto non suscitò interesse negli ambienti scientifici francesi ma venne accettato dalla Royal Geographical Society e dalla Zoological Society di Londra e così, il 27 aprile 1858, Mouhot si imbarcò per Singapore.
La sua unica scoperta naturalistica fu una conchiglia terrestre, rinvenuta sulle rive di un fiume in Cambogia, cui venne dato il nome di Helix Mouhoti.
Naturalista e entomologo, Henri Mouhot lo era di professione, se così si può chiamare la pratica di queste scienze. Esploratore lo divenne quasi per forza, per poter fare le sue ricerche scientifiche. Abile disegnatore lo era per necessità, in un mondo che ancora non conosceva le reflex. Scrittore, conosciuto e letto in tutto il mondo, lo divenne per la fedeltà portatagli da un servitore indocinese che, dopo la sua morte in Laos, ne spedì il diario alla moglie. Un anno dopo la sua morte si diede lettura della sua corrispondenza in una seduta pubblica della Royal Geographical Society di Londra e, nel 1863, la rivista francese Le tour du Monde iniziò la pubblicazione del suo diario di viaggio. Nel 1868, l' editore Hachette pubblicò il testo integrale, completo delle illustrazioni e delle carte fatte da Mouhot stesso. Nacque così la "leggenda" dello scopritore di Angkor che tante polemiche sollevò in Francia in quegli anni. Altri infatti, come padre Charles Bouillevaux, potevano rivendicare il fatto di aver visitato Angkor prima di Mouhot e di averne anche dato notizia in pubblicazioni come Voyage dans l' Indochine già nel 1854. Tali informazioni, pur se precise e esatte, non giunsero mai, però, al cuore del grande pubblico e restarono come curiosità per pochi eruditi lettori.
Il racconto di Mouhot, invece, interessò immediatamente gli addetti ai lavori, per la precisione quasi scientifica delle descrizioni e delle carte, e colpì la totalità dei lettori di una rivista a grande diffusione, quale era Le tour du Monde, per la vivacità del racconto e la suggestione suscitata dalle illustrazioni. Non estranee a questo subitaneo successo furono le vicende politiche che il Secondo Impero stava facendo vivere alla Francia. Nel 1854, quando venne pubblicato il libro di padre Bouillevaux, Cambogia era un nome pressoché sconosciuto in Europa, terra incognita ubi sunt leones persa nell' immenso continente asiatico. Nel 1859, però, l' esercito francese aveva occupato Saigon e aveva iniziato la conquista della Cocincina. La Cambogia ora si trovava quasi sulla porta di casa del nuovo dominio coloniale francese e il suo re, Ang Duong, già sei anni prima aveva iniziato a inviare missive a Napoleone III per chiedere che la Francia fornisse aiuto al suo Paese per conservare una unità nazionale ormai fortemente compromessa dalle mire espansionistiche di Siamesi e Vietnamiti. La Cambogia era quindi di attualità in Francia quando venne pubblicato il diario di Mouhot che meravigliosamente arricchiva l' immagine di questo Paese con suggestive descrizioni e disegni di stupendi templi sepolti nella profonditá delle foreste tropicali.
Queste considerazioni sulle contingenze che hanno favorito la diffusione e il successo dell' opera di Mouhot, Voyages dans les Royaumes de Siam, de Cambodge et de Laos, assolutamente non vogliono mettere in discussione il valore dell' opera e la forte suggestione che queste pagine sanno suscitare, ancora oggi, anche nel lettore digiuno di cose di archeologia e di storia antica dell' Asia.