Inquietanti interrogativi
La rilettura degli avvenimenti fa sorgere alcuni interrogativi sul ruolo svolto da alcuni protagonisti, e dal re Sihanouk in primo luogo. Sono tutti interrogativi che al momento non hanno avuto risposta.
 
Il 5 maggio 1970 viene costituito a Pechino il Governo Reale di Unione Nazionale di Kampuchea. Il Presidente è Sihanouk e il Vice-Primo Ministro e Ministro della Guerra è Khieu Samphan. Ne fanno parte anche Hu Nim, Hou Yuon, tutti e tre i fratelli Thiounn e Khieu Tirith, moglie di Ieng Sary. Questo governo guida la lotta dei “Khmer rossi” fino alla conquista di Phnom Penh il 17 aprile 1975. Il 9 settembre 1975 Sihanouk giunge a Phnom Penh, viene ufficialmente investito della carica di Capo dello Stato di Kampuchea Democratica e presiede una riunione del Consiglio dei Ministri. La città è stata evacuata a forza da alcuni mesi e il 9 maggio è giunto alla frontiera thailandese l’ultimo convoglio di diplomatici e cittadini occidentali. Pol Pot ha pubblicamente enunciato nel mese di maggio gli 8 punti della sua linea di governo. Sihanouk, a Phnom Penh, ha visto la città deserta. Il 20 settembre parte per recarsi prima all’ONU poi in visita di Stato in 12 capitali occidentali. Al ritorno si arresta in Corea del Nord dove soggiorna fino al 31 dicembre, poi fa ritorno a Phnom Penh dove, il 5 gennaio 1976, viene promulgata la Costituzione di Kampuchea Democratica. Nel mese di febbraio si reca a Sisophon dove incontra il Ministro degli Esteri thailandese. Il 2 aprile “si dimette” da Capo dello Stato e resta a residenza sorvegliata nel Palazzo Khemarin dal quale comunque uscirà in alcune occasioni per visitare i campi di lavoro, fino al gennaio 1979 quando fugge in Cina.
Quesiti: Sihanouk non poteva non vedere ciò che era accaduto a Phnom Penh, ne ha parlato con qualche uomo di governo occidentale durante il suo viaggio del settembre 1975? Se non ne ha parlato, perché non lo ha fatto? Se ne ha parlato, perché tutti hanno taciuto?
 
Il 20 settembre 1975 un gruppo di Cambogiani fuggiti in Thailandia denuncia in una lettera inviata al Segretario Generale dell’ONU e allo stesso Sihanouk le atrocità commesse nel paese. Il 25 ottobre il missionario cattolico François Ponchaud ribadisce e documenta queste denunce in un articolo sul giornale parigino La Croix poi le conferma in un articolo di Le Monde del successivo 18 febbraio 1976. Il 4 aprile 1976 un gruppo di rifugiati cambogiani presenta una denuncia all’ONU, all'UNESCO, alla Lega dei Diritti dell’Uomo, a Amnesty International.
Il 26 giugno 1976, l’Italia stabilisce relazioni diplomatiche con Kampuchea Democratica. Nel Giugno 1976 era ministro degli Esteri Mariano Rumor, nel V governo Moro, cui fece seguito, nel luglio dello stesso anno, il IV governo Andreotti con Forlani agli Esteri. L'Italia era stata preceduta da Cina, Corea del Nord, Birmania, Malaisia, Filippine, Singapore, Peru e Cile.
Quesiti: perché quelle denunce vennero ignorate?
Quali sono i criteri che inducono un governo a stabilire relazioni diplomatiche con un altro governo?
 
Il 21 aprile 1978, il Presidente degli Stati Uniti, Jimmy Carter, condannò il governo della Kampuchea Democratica definendolo “l’attuale peggior nemico dei diritti dell’uomo”.
Nel mese di agosto 1978 la Sotto-Commissione dei Diritti dell’Uomo dell’ONU prende atto che in Cambogia è in corso un genocidio, ma il 29 agosto 1990, questa stessa Sotto-Commissione dei Diritti dell’Uomo dell’ONU si rifiuta di prendere in esame una risoluzione che fa riferimento "a atrocità a livello di genocidio commesse in particolare durante il governo dei Khmer rossi".
Il giorno 11 gennaio 1979, Sihanouk si presenta davanti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu come portavoce di Kampuchea Democratica e chiede la condanna del Viet Nam come stato aggressore, il giorno 13 il Consiglio di Sicurezza esige il ritiro delle “truppe straniere” e considera la Kampuchea Democratica di Pol Pot il solo governo legale di Cambogia.
Il 14 novembre 1979 l’Assemblea Generale dell’ONU con il voto di 91 Paesi, fra i quali tutti i Pasesi “democratici” dell’Occidente, condanna l’intervento vietnamita e continua a riconoscere Kampuche Democratica e ribadisce tale scelta ogni anno per altri 12 anni.
Quesiti: è possibile che il concetto di genocidio possa essere cosí radicalmente mutato dal 1978 al 1990? è possibile che un governo che è stato definito “l’attuale peggior nemico dei diritti dell’uomo”, e dopo che tutti i crimini che ha commesso sono stati resi pubblici, venga considerato ancora per 12 anni dalla maggioranza dei Paesi rappresentati all’ ONU come il “legittimo rappresentante del popolo cambogiano”? è possibile che, presentandosi a gennaio del 1979 davanti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Sihanouk fosse all’oscuro di quanto era successo nel suo paese durante quei 3 anni, 8 mesi e 20 giorni? dal 2 aprile 1976 Sihanouk non è comunque neppure più Capo dello Stato di Kampuchea Democratica; è un “privato cittadino”; a che titolo parla, avanza richieste, detta condizioni e trova udienza al Consiglio di Sicurezza?
 
I quesiti in attesa di risposta sarebbero ancora numerosissimi ma............ ci si è accontentati di allestire un processo in cui nessuna delle verità scomode viene a galla.